Ue chiede a Italia di accelerare su Tap

martedì 17 Giugno 2014 - Europa

Ue chiede a Italia di accelerare su Tap Per prime forniture da 2019. De Vincenti assicura forte impegno

Sullo sfondo della crisi ucraina che sembra avvicinarsi a un punto di non ritorno con la minaccia della chiusura dei rubinetti del gas russo da lunedì mattina, arriva "l'appello" dell'Ue all'Italia per accelerare sul gasdotto Tap. E anche se Roma rassicura sul suo "forte impegno", il monito di Bruxelles "agli amici italiani" suona ancora più stringente.

Nella corsa contro il tempo dell'Europa a smarcarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia, infatti, il nuovo gasdotto che apre il Corridoio Sud e porta in Europa il metano azero assume sempre più un'importanza cruciale. Rendendo quindi un qualsiasi ritardo nella sua realizzazione un ostacolo per la riuscita della strategia di sicurezza energetica Ue, che il commissario all'energia Gunther Oettinger ha presentato ai ministri dei 28 riuniti a Lussemburgo.

La diversificazione delle fonti e delle rotte gioca in questa fase un ruolo centrale, e l'Europa conta seriamente di poter cominciare a ricevere i primi metri cubi di gas del Caspio - una rotta di cui Oettinger ha voluto ribadire "tutta l'importanza" - a partire da fine 2019. I paesi coinvolti dal transito del gasdotto Transadriatico - Grecia, Albania e Italia - devono quindi essere pronti. "Moderate un processo affinché si decida rapidamente quale sarà il terminale" del nuovo gasdotto in Puglia, ha spronato il commissario, avvertendo che questo non riguarda solo forniture per l'Italia ma per tutta Europa. Le incertezze sulla valutazione dell'impatto ambientale e l'opposizione a livello regionale e locale hanno del resto già messo sul 'chi va là' anche lo stesso consorzio del Tap. E la Croazia, che ha fiutato l'affare, ha già espresso la sua disponibilità in caso l'Italia decida di chiamarsi fuori. La partita per realizzare le ambizioni italiane e fare del Belpaese un hub europeo del gas, però, si gioca qui.

"Non sono 10 mld di metri cubi di gas solo per l'Italia ma - ha messo in luce lo stesso Oettinger - molti di più in arrivo per il mercato europeo attraverso l'Italia". "Posso rassicurare il commissario del forte impegno dell'Italia per la realizzazione del Tap" che lo ha "fortemente sostenuto sin dall'inizio", ha assicurato il viceministro dello sviluppo economico Claudio De Vincenti. Anzi, l'Italia appoggia anche "la realizzazione delle bretelle verso la Bulgaria e i paesi balcanici". Puntare solo su South Stream che porta in Europa il gas russo bypassando l'Ucraina - nonostante le richieste italiane di inserirlo tra le "opere strategiche" Ue - non sembra un'opzione. "Non possiamo fare finta - ha ribadito Oettinger - che, con la crisi ucraina, sia 'business as usual'".

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