Migranti, Vienna e Berlino aprono i confini

lunedì 7 Settembre 2015 - Europa

  Migranti, Vienna e Berlino aprono i confini Migliaia di profughi passano la frontiera con l’Ungheria. La Germania: «Misura straordinaria, niente limiti ad asilo»

Tutto cambia superato il confine con l’Austria, perché è qui che finisce dopo migliaia di chilometri e settimane di fatica e stenti, il viaggio della disperazione e comincia quello della speranza. È notte inoltrata quando i primi profughi oltrepassano la linea della frontiera: a piedi, sotto la pioggia battente, perché la polizia ungherese ha impedito ai pullman fatti arrivare a Nickelsdorf dalle autorità austriache di passare dall’altra parte a prenderli. Poche decine di metri, gli ultimi. Ma bastano a rovesciare la situazione: l’Austria accoglie i migranti che fuggono dall’Ungheria spalancando le braccia: cibo e bevande calde, scarpe, coperte, volontari, poliziotti fermi ma gentili: «Mi sento a casa, questa è una grande terra: bella gente, bel governo» dice Ayaz Morad, uno dei primi a mettere piede sul suolo austriaco. Ad accogliere i migranti c’è anche il cardinale di Vienna Christoph Schonborn. La polizia e i volontari li informano: possono essere condotti al campo di accoglienza della Croce rossa o ripartire in treno alla volta di Vienna, Salisburgo, Monaco di Baviera, e molti riprendono il viaggio. In poche ore 6500 persone arrivano in Austria: non solo i 1200 che sono partiti a piedi da Budapest, dunque, ma anche le migliaia bloccate nei campi profughi e alla stazione Keleti, nella capitale ungherese.

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