Apple rischia una multa miliardaria per un'indagine Ue

lunedì 29 Settembre 2014 - Internet

Apple rischia una multa miliardaria per un'indagine Ue Anche altre multinazionali nel mirino per i regimi fiscali "preferenziali" accordati da alcuni paesi europei

L'Unione Europea potrebbe infliggere ad Apple una multa record da diversi miliardi di dollari per gli accordi fiscali in Irlanda. Lo riporta il Financial Times, sottolineando che i risultati preliminari dell'indagine saranno diffusi a breve e dovrebbero mettere in evidenza che Apple ha ricevuto aiuti di stato illegali. L'inchiesta su Apple rientra in quella più ampia sulle multinazionali e gli accordi fiscali che hanno ottenuto da alcuni paesi europei."Non c'è mai stato un accordo speciale, niente che possa essere considerato aiuto di Stato", afferma il chief financial officer di Apple, Luca Maestri, sottolineando che Apple "non ha fatto nulla contro la legge. Siamo fiduciosi sul fatto che l'indagine mostri che non c'è stato alcun trattamento di favore in nessun momento".

Nel mirino dell'Ue anche Fiat Finance and Trade e Starbucks ma non è chiaro a che punto siano le indagini. Secondo gli osservatori, i documenti europei non conterrebbero informazioni riservate, quali potrebbero essere le somme di denaro in questione, ma chiariranno le ragioni dietro alla decisione delle autorità europee di aprire indagini.

La stretta europea sulle multinazionali coincide con quella americana. Nei giorni scorsi il Dipartimento del Tesoro ha annunciato misure per fermare la fuga all'estero delle big americane con acquisizioni di società straniere per poter spostare la sede in paesi con regimi fiscali più favorevoli, le cosiddette "inversion". Una tendenza che di recente si è intensificata, con 13 accordi siglati dal 2013 per un valore complessivo di 178 miliardi di dollari e mancate entrate fiscali negli Stati Uniti stimate in 20 miliardi di dollari.

Il presidente Barack Obama ha chiesto a gran voce "patriottismo economico" alle aziende americane ma senza esito. La Us Chamber of Commerce, la confindustria americana, respinge le critiche e ritiene le nuove misure del Tesoro un "vano tentativo". Il Congresso nel frattempo resta a guardare: nessuna azione è attesa prima delle elezioni di medio termine e una soluzione del problema rischia così di slittare, anche in seguito alla mancanza di un accordo sull'argomento.

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