Domani parte il fondo solidarietà per i mutui

martedì 31 Agosto 2010 - Economia

Domani parte il fondo solidarietà per i mutui Sarà operativo a partire dal 2 settembre il nuovo fondo di solidarietà per i mutui di prima casa, un provvedimento che dovrebbe dare un pò di respiro a più di 5.000 famiglie in difficoltà. Previsto nella Finanziaria del 2008 il fondo diventa operativo dopo 32 mesi, in seguito alla “compilazione” del decreto di attuazione e alla pubblicazione dello stesso sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 agosto.

Non tutto è risolto, tuttavia, dopo questo lungo termine di contrattazione visto che sussistono ancora numerosi dubbi, ai quali però il Ministero del Tesoro ha deciso di dare risposta in seguito, identificando per il momento i beneficiari degli aiuti.

Sono stati, infatti, individuate le caratteristiche per la presentazione della domanda da parte delle famiglie.

In sostanza si è stabilito che la sospensione del mutuo per circa 18 mesi, senza subire aggravi alla ripresa del pagamento, potrà essere concessa solo a chi abbia stipulato un mutuo per l’acquisto di una prima casa il cui valore non superi i 250mila euro, fermo restando che il mutuo non deve essere stipulato da più di un anno e che la famiglia in questione non deve avere un reddito superiore ai 30mila euro all’anno.

Ne hanno anche diritto chi abbia perso il proprio posto di lavoro e sia rimasto senza occupazione per più di tre mesi, chi abbia subito la perdita di un membro del nucleo familiare che apportasse almeno il 30% delle entrate familiari e chi possa documentare spese di ristrutturazione dell’immobile o di assistenza medica superiore ai 5mila euro.

Chinque vuol far domanda trova il modulo necessario , mentre la graduatoria verrà stillata nell’ordine di presentazione delle domande. Ad ogni famiglia verranno destinati in media 4mila euro, il che significa in sostanza che il Ministero utilizzerà il fondo per pagare per 18 mesi le rate dei mutui alle banche ad un tasso che non si riferisce a quello del mutuo ma ad un parametro fisso e valido per tutti, sebbene non si sa ancora se le banche accetteranno di perdere i propri margini di guadagno.

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