Il successo delle scudo e i dubbi sui rientri

giovedì 31 Dicembre 2009 - Politica

Il successo delle scudo e i dubbi sui rientri Lo scudo fiscale è stato salutato come un successo dal governo. E In termini di resa lo è stato: sono stati scudati 95 miliardi di euro, con un gettito per le casse dello stato, di 4,75 miliardi. La manovra però continua ad essere fortemente criticata, specie da chi ritiene che essa costituisca un ulteriore incentivo all'evasione nella speranza che vengano realizzati provvedimenti simili nel futuro.

La manovra continua ad essere criticata, specie da chi teme un incentivo all'evasione. Il commento di Maria Cecilia Guerra, economista all'Università di Modena

"Dal punto di vista del gettito sicuramente è stato un successo - spiega Maria Cecilia Guerra, direttore del Dipartimento di Economia Politica presso l'Università di Modena-Reggio Emilia e presidente, nel 2006, della Commissione sulla tassazione dei redditi di capitale e finanziari diversi al ministero dell'Economia - ma se lo consideriamo sotto altri profili la cosa è molto deprimente: già solo il fatto che ci fossero tanti miliardi all'estero, usciti in violazione delle regole e del monitoraggio fiscale, ci riconsegna l'immagine di un Paese in cui il rispetto della disciplina fiscale è ben lungi dall'essere garantito".

Secondo l'economista l'aspettativa di una replica nel futuro crea inoltre un incentivo all'evasione: "Anche la letteratura economica e le esperienze estere dimostrano che in Paesi con una propensione al condono molto elevata l'attesa del condono facilita i fenomeni di evasione fiscale; il messaggio che passa con simili sanatorie, oltretutto così a buon mercato, mi sembra estremamente negativo".

Il 98% del totale dei capitali scudati, ha spiegato ieri il ministro Tremonti, è stato effettivamente rimpatriato. I dati del ministero però non sembrano fare differenza fra rimpatrio materiale e rimpatrio giuridico, che non comporta il traferimento fisico delle attività in Italia. Secondo le banche e le fiduciarie quest'ultimo ha costituito una bella fetta della manovra: Unione Fiduciaria ad esempio stima che circa il 90% dei suoi clienti che si sono avvalsi del condono ha fatto in verità ricorso al rimpatrio giuridico.

"Significa - continua Guerra - che come al solito la comunicazione ufficiale è lacunosa. I dati naturalmente li ha il Ministero e sono giusti, ma ciò che è emerso negli scorsi giorni, da San Marino ad esempio o dalla Associazione Bancaria Ticinese, ci fa pensare che una quota rilevante sia effettivamente costituita da rimpatri giuridici. Quindi rimpatri che avvengono servendosi di un intermediario italiano, che però gestisce depositi e attività che restano all'estero e ben di rado rientrano e vengono investiti nelle imprese italiane".

"Bisogna poi ricordare - aggiunge l'esperta - che negli scudi passati buona parte dei capitali rientrati sono poi tornati ad uscire e molti di coloro che hanno riportato i soldi hanno optato per forme di impiego molto liquide, in attesa di vedere che cosa sarebbe successo. Ci sono inoltre evidenze che parte dei capitali sia poi andata a gonfiare la bolla immobiliare, quindi sia stata investita in speculazione edilizia".

Fonte CnrMedia.com

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